E dai, lasciatemi fare.

Non fa più caldo da quando l’ho detto io.
Avete mai provato a cercare di raffreddarvi anziché riscaldarvi? Avete mai rinunciato ad un pasto caldo per uno freddo?Avete mai preferito il freddo battito dei denti al caldo battito di mani?
Si? Oppure il freddo vi piace soltanto fotografarlo? Oppure, meglio ancora, pensate che il caldo sia solo quella piccolissima fetta di vita che ingloba l’abbronzatura e le creme, i rayban e i bikini, gli happy hour e i colpi di sole?
Vi piace il freddo, me lo venite a dire sussurrando, e mi fate anche capire che per freddo voi intendete il caldo che lo ammazza.
Tutti in gruppo, tutti in massa, con le infradito, si stanno spostando già verso la riva delle loro spiagge, con la sabbia bianca pallida e le pietre taglienti alla deriva dei continenti. Chilometri di scogliere frastagliate e loro niente, si autoacclamano fotografi frustati. Sapete tutto questo perché? Perché vi interessa soltanto di voi stessi, e se dovete vomitare, non esitate a bussare alla porta di qualcuno per utilizzare il bagno. Non tornate di certo a casa vostra, non potete di certo sporcare il vostro bagno.
Vivo in una discarica, ma non di rifiuti. Vivo in una discarica di sogni ed illusioni, dove ogni giorno le persone passano, con sacchetti di colore diverso, e vomitano i loro sogni andati a male, insieme alle scorze ammuffite delle loro divenute illusioni. Provateci, invece del Day Hospital, provate a fare il Day Discarica, dove per una volta, siete voi a mettere a disposizione il bagno, e siete voi a ripulire le frustrazioni degli altri. E tranquilli, non accalcatevi, non si vince niente, meglio metterlo in chiaro perché qui se non si vince niente, nessuno fa qualcosa per puro piacere, per pura solidarietà.
E se vi vogliono far credere che siamo poveri, hanno ragione, ma abbiamo ragione anche noi ad esserlo. Ci avete fatto caso che ora alle casse dei grandi centri commerciali, nelle grandi aziende, negli uffici tutti incravattati e lindi, non ci vendono più speranze? Avete notato che provano a venderci soltanto scorciatoie?
A quel punto, siate felici di sbandierare la vostra povertà, perché sono loro i poveri, e parlo di povertà d’animo in questo caso.
Se non siete d’accordo con me spiegatemelo, spiegatemi come siamo fatti, e non parlo di cromosomi, parlo di indole debole, parlo di forti debolezze, parlo di casi umani non a caso.
Presentatemi la carta dei diritti e dei dov’eri?
Se non mi trovate, cercatemi nel cuore delle conversazioni che trattano di iniziative, idee, costruzioni, progetti, amore, qualcosa che ci dia un futuro, oltre all’atto della monetizzazione. Sapete perché sono arrivati a monetizzare le idee, le iniziative, l’amore? Perché anche loro hanno smesso di sorprenderci, perché noi abbiamo smesso di farci sorprendere anche da loro.
Smettetela di chiudere gli occhi per immaginare. Schopenauer è morto. E’ il momento di sbarrarli e focalizzare l’obbiettivo.
Mi piace parlare con voi, perché mi lasciate fare.

“Ogni mia parola è un posto in cui nessuno è mai andato
da cui non sono mai tornato”

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One comment

  1. micuzza · gennaio 19, 2015

    L’ha ribloggato su Gobbe e buoi dei pub tuoi.

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